Tempranillo

 

Ho formulato quest’ipotesi sulla storicità di questo vitigno in base a ricerche che sono tutt’ora in corso e che presto ci potranno dare una valenza storica più certa di quella attuale.
Intanto però proviamo ad andare indietro nel tempo, almeno fino al 1700, ma possiamo ipotizzare anche tempi più remoti, quando la Via Francigena, che attraversa la mia azienda passando proprio di fianco al vigneto in questione, era un’”autostrada dell’epoca” percorsa quotidianamente da una grande quantità di persone, famiglie e comunità intere. La usavano o per piccoli spostamenti oppure, più frequentemente, per raggiungere Roma in pellegrinaggio religioso, arrivando da tutta Europa, dato che le due direttrici della Via Francigena arrivano una da Canterbury e l’altra da Santiago Di Compostela in Spagna. Ed è la Spagna, secondo la nostra ricostruzione dei fatti, che può essere il luogo di origine di queste piante.

San Miniato è stato anche nei secoli passati un luogo di culto molto importante e da sempre la sede di una importante curia vescovile, che in quei tempi deteneva la coltivazione di un’enorme quantità di terreni a San Miniato, con molti sacerdoti sparsi sul suo territorio che si occupavano di agricoltura. Tecnica di quei tempi era la propagazione della vite per seme, principalmente perché durante i lunghi spostamenti era più facile trasportare un piccolo contenitore con i semi che non un grande e pesante fascio di tralci di vite.

E questo avvalora i risultati delle nostre ricerche che ci indicano una grande percentuale di patrimonio genetico uguale al vitigno conosciuto oggi in Spagna con il nome di TEMPRANILLO, ma con le ovvie differenze dovute all’evoluzione naturale di una pianta che viene appunto seminata, e non trapiantata, in un territorio che non è quello di origine e che successivamente ha il tempo necessario (secoli) per adattarsi  a questo.

Pianta di tempranillo toscano su piede franco

Le caratteristiche

Le peculiarità di queste piante quindi oggi sono dovute soprattutto all’evoluzione spontanea in seguito alla loro presenza ormai secolare sui nostri terreni.

Presenza che, a mio parere, ha ottenuto il risultato sorprendente di aver selezionato in maniera estremamente naturale una pianta in grado di lavorare e produrre con un equilibrio di gran lunga superiore a vitigni anche molto selezionati e blasonati, con un ciclo vegetativo corto, ma con una fase di maturazione lenta e costante, che ci consente di ottimizzare il momento della miglior vendemmia, dandoci prova ogni giorno del suo perfetto adattamento a questo territorio.

Il Tempranillo toscano

Il grande potenziale di queste uve sta proprio nella loro originalità e nell’estremo legame con il terreno al quale devono il loro particolarissimo attuale patrimonio genetico.

Nel mio lavoro di vignaiolo questa condizione è particolarmente importante, in quanto una pianta così ben adattata consente di produrre in maniera naturale e spontanea con un sicuro e ben collaudato legame al territorio, ed inoltre di limitare le operazioni di difesa dai parassiti e quindi di attuare più facilmente tecniche di coltivazione biologica, oggi sempre più auspicabili.

Il Tempranillo di San Miniato grazie alle sue peculiarità genetiche inoltre produce uve di grande versatilità, adatte a produrre vini anche da grande invecchiamento, che uniscono la notoria morbidezza del vitigno a caratteri prettamente territoriali quali l’acidità della Toscana e la sapidità e la mineralità dei nostri terreni calcarei.