Sangiovese

 

La storia del Sangiovese è ovviamente la storia della Toscana, il vitigno simbolo della mia regione, ma anche il vitigno che più di ogni altro riesce ad assumere connotati diversi a seconda di dove viene coltivato.

In virtù di questo suo comportamento e nel rispetto delle mie scelte, ho iniziato nei primi anni 90 a selezionare i vari tipi di Sangiovese che da sempre erano presenti a San Miniato, valutandoli in base soprattutto al loro comportamento agronomico più che enologico, sempre con la stessa convinzione che i miei vini devono essere il risultato spontaneo e naturale di un lavoro fatto in gran parte nel vigneto.

Questo è stato il mio primo progetto ed ha occupato circa quattro anni di lavoro, alla fine dei quali ho scelto i due cloni di Sangiovese con cui ancora oggi produco e che hanno dimostrato di rispondere meglio alle mie sollecitazioni di sviluppo da una produzione semplice verso l’ottenimento di uve Sangiovese adatte a produrre vini longevi e complessi.

 

Le caratteristiche

Non sono sicuro oggi di aver ottenuto tutto ciò che questo vitigno è in grado di dare su questi terreni e probabilmente non lo saprò mai, dal momento che in questo mestiere non si finisce mai di imparare, ma certamente ancora una volta il Sangiovese anche a San Miniato ha mostrato un’altra delle sue molteplici facce, dando vita a vini di estrema originalità.

La scelta di interpretare la vigna seguendo i suoi naturali bisogni ha dato ancora i suoi buoni frutti ed il Sangiovese a San Miniato si è espresso con un grande equilibrio, ottenuto direttamente sulle uve, senza nessun intervento enologico, ma con grandi differenze dal punto di vista organolettico rispetto a quelli che per me sono sempre stati gli esempi classici di Sangiovese in Toscana, mi riferisco ai grandi vini delle province fiorentina e senese.

La prima differenza evidente è il colore: grazie alla grande quantità di argille tutti i vini del mio terroir hanno colori molto intensi, anche i Sangiovese che notoriamente in altri territori sono molto trasparenti.

Anche la spinta acida è molto intensa, ma questo è un contenuto ovvio per un vino che deve invecchiare molto e bene.

Invece la più grande differenza

, a mio parere, si evidenzia nello spettro aromatico e nel tipo di tannino, di cui tutti i Sangiovese di Toscana sono ricchi: gli aromi che prevalgono nei vini giovani sono i frutti ed i fiori rossi e cambiano ad ogni nuovo anno di vita del vino, mentre i tannini sono i più dolci e succulenti di tutta la Toscana.