La scoperta

Durante le mie selezioni su vigna vecchia, mi sono imbattuto in decine e decine di varietà diverse e in molti cloni dei vitigni toscani più diffusi, alcuni di questi mi hanno dato la possibilità di iniziare a produrre dopo appena tre anni dall’inizio di questo mio lavoro, molti altri sono tutt’oggi riposti nel cassetto in attesa.

Ma una vite in quegli anni ci ha veramente lasciati senza fiato, e guarda caso si trattava di una pianta che nemmeno i più esperti professori universitari e nemmeno i più anziani vignaioli sapevano riconoscere.

Decidemmo di approfondire gli studi e contemporaneamente di iniziare la riproduzione di questa pianta, naturalmente utilizzando le gemme delle piante storiche.

Per circa 13 anni abbiamo chiamato questa pianta “ X “, dal momento che non riuscivamo a capirne le origini, e dal 1997 al 2003 ho impiantato circa 5 ettari di vigna senza sapere quale pianta stavamo coltivando.

Nel 2004 abbiamo scelto il percorso più costoso, ma di assoluta certezza, facendo fare l’analisi del DNA alle nostre piante storiche.

RISULTATO: TEMPRANILLO

Da allora abbiamo la certezza di aver fatto una scoperta sconvolgente per la Toscana: il vitigno Tempranillo è stato inserito nella lista dei vitigni coltivabili in Toscana solamente nella seconda metà del 2009, su richiesta della mia azienda, proprio perché non ne era mai stata individuata la presenza.